Se vuoi fare esperimenti senza installare Linux sul tuo computer, o se Linux ce l’hai già ma vuoi fare le prove in un ambiente protetto prima di combinare pasticci, la risposta migliore è VirtualBox: ci crei dentro delle macchine virtuali Linux su cui sperimentare. Detta così sembra una cosa complicata, ma è molto semplice.
Mi ero ripromesso di aprire con un pippone sulla teoria della virtualizzazione, ma ci interessa poco, per ora: ci serve avere macchine Linux funzionanti dove testare quello che vediamo sul canale. La teoria la approfondiremo più avanti.
Installare VirtualBox
Vai sul sito di Oracle VM VirtualBox (bello anni 90, come piace a noi), sezione downloads, e scarica il pacchetto adatto alla tua distribuzione o al tuo Windows.
- Windows: scarichi un exe, lo avvii e l’installer fa tutto;
- Linux: scegli la tua distribuzione. Per Debian e Ubuntu è un pacchetto deb, che installi col gestore di pacchetti, per esempio con dpkg, oppure da interfaccia grafica con apri con altra applicazione e installa software.
Un esempio da riga di comando, con il nome del tuo file:
sudo dpkg -i virtualbox-pacchetto.deb
Scaricare debian
Ti consiglio Debian, la stessa distribuzione che uso nei video, così ti trovi più comodo a seguirmi. Dal sito ufficiale di Debian scarica la versione Net Install, il piccolo file di installazione che poi completa l’installazione scaricando il resto. Come architettura scegli quella che vuoi usare, normalmente 64 bit, salvo ragioni specifiche.
Creare la macchina virtuale
Apri VirtualBox: l’interfaccia è molto spartana. Per aggiungere una macchina clicca su Nuova e poi:
- dai un nome alla macchina;
- indica il tipo di sistema (nel video una Debian a 32 bit);
- indica la RAM: 1 GB potrebbe bastare, ma per stare dalla parte dei bottoni puoi darne 2;
- crea un nuovo disco fisso virtuale, di tipo VDI, lo standard di VirtualBox;
- scegli il tipo di allocazione. Dinamica: il disco parte occupando il minimo e si espande man mano fino alla dimensione massima indicata. Statica: occupa subito tutto lo spazio deciso. In uno scenario didattico, senza bisogno di prestazioni, ti consiglio la dinamica;
- dagli un po’ di spazio per evitare che si riempia subito: 20 GB vanno benissimo. Clicca su Crea.
La macchina è spenta e pronta, ma senza sistema operativo mostrerebbe solo uno schermo vuoto. Va installato come su un computer nuovo appena uscito dalla scatola. Si inserisce un’immagine di disco nel lettore ottico virtuale: scegli, poi crea immagine disco, aggiungi e cerca sul tuo disco la ISO della Debian Net Install (la stessa architettura della macchina). È come inserire un CD nel lettore: ora puoi avviare la macchina.
Due cose da sapere
Scegli l’installazione non grafica: sulle macchine di test useremo il prompt dei comandi.
VirtualBox cattura tastiera e mouse quando attivi la finestra. Per liberare il mouse usi il tasto host, che è il Ctrl destro, indicato in basso a destra nella finestra. Per tornare dentro la macchina basta cliccarci sopra.
Se la macchina non parte con un errore di virtualizzazione, la tua CPU o la scheda madre non ha attive le opzioni di virtualizzazione. Dipende da ogni computer: cerca marca e modello della scheda madre e come attivarle dal BIOS.
Installare debian
Il programma di installazione è guidato:
- lingua italiana, paese Italia, tastiera italiana;
- nome host: per evitare confusione do alla macchina lo stesso nome che ho dato alla VM in VirtualBox, qui test01;
- nome del dominio: lo lasci in bianco;
- password di root: sono macchine didattiche, non raggiungibili da internet, limitate al tuo computer; molte le distruggeremo apposta, quindi non affezionarti. Scegli una password semplice (nel video è molto banale), per esempio la-tua-password;
- un utente normale, perché su Debian non si lavora direttamente come root: nome utente a piacere, e la sua password, anche qui la-tua-password.
Il partizionamento. Puoi usare quello guidato, ma qui ti mostro quello manuale, che permette di decidere come ripartire lo spazio:
- crea una nuova tabella delle partizioni sul disco, che genera dello spazio libero;
- su quello spazio crea una partizione primaria all’inizio, di 18 GB, per i dati: file system ext4, punto di mount / (la partizione radice) e flag avviabile;
- lo spazio rimasto (circa 3 GB) lo usi come area di swap, una estensione della RAM che usa una parte del disco. Si faceva molto sulle macchine vecchie, oggi con più RAM meno, ma è utile saperlo anche per macchine fisiche;
- termina e scrivi le modifiche sul disco.
Poi viene la fase lunga, in cui scarica i pacchetti:
- supporti aggiuntivi da analizzare: nessuno;
- paese Italia e mirror da cui scaricare il resto del software;
- la raccolta dati sull’uso dei pacchetti: di solito consiglio di accettarla, aiuta gli sviluppatori, salvo motivi per non farlo;
- la selezione del software: solo le utilità di sistema standard, nessun elemento grafico, nessun server. Se vuoi puoi mettere il server SSH per collegarti da SSH, ma è opzionale (più avanti installeremo e configureremo i servizi direttamente a bordo);
- GRUB, il gestore di avvio del sistema: lo installi sul disco primario, l’unico che hai.
Finita l’installazione si riavvia, passa la schermata di avvio di Debian ed ecco il login: sei a bordo della tua macchina virtuale, pronta per i test.
Conclusione
Hai un ulteriore strumento nella cassetta degli attrezzi del sistemista Linux: macchine virtuali per sperimentare le tecniche e i comandi che vediamo nei video. Abbiamo visto l’installazione di VirtualBox, la creazione di una macchina e, incidentalmente, anche un’installazione di Debian da zero. Apri VirtualBox e inizia a sperimentare: la pratica è la miglior maestra.
Link e risorse
- il video su YouTube
- esempi e comandi della puntata su GitHub
- Oracle VirtualBox — il sito ufficiale
- Manuale di VirtualBox — il manuale completo
- Download di VirtualBox — i pacchetti
- Debian, installazione via rete — in italiano
- VirtualBox su Wikipedia — in italiano
