Oggi andiamo a fare una spedizione archeologica all’alba del web. L’argomento riguarda il retrocomputing, ma anche quel minimalismo digitale che mi sta tanto a cuore: parliamo di Gopher, il protocollo che per un breve periodo fu il concorrente di HTTP. Tutti conosciamo il web fatto di pagine HTML trasmesse via HTTP, pochi sanno che negli anni ’90 c’era un rivale principale, e che quel rivale è ancora vivo.
Una brevissima storia
Gopher nasce nel 1991 all’Università del Minnesota, creato da Mark McCahill e Paul Lindner. È un protocollo leggero e veloce che organizza i contenuti in modo gerarchico, ad albero, in cartelle, esattamente come in un file system: una filosofia molto diversa da quella ipertestuale di HTTP, per certi versi migliore e per altri peggiore, ma comunque diversa.
Cosa gli ha giocato contro nel 1993? Soprattutto una questione di licenze: l’Università del Minnesota cominciò a chiedere licenze, o comunque a cercare di licenziare il protocollo, e i gestori dei server Gopher temettero di dover pagare per tenere in piedi i propri sistemi. Aggiungiamoci che il www aveva un fascino visivo molto più forte, era più ricco, offriva più funzioni e aveva alle spalle un gigante come il CERN. Per tutti questi motivi gli anni ’90 e i primi 2000 sono per Gopher un periodo di declino: all’inizio era supportato perfino dai browser, poi sparisce lentamente e viene dimenticato da quasi tutti. Ma non da tutti.
Nel 2000 Gopher viene rilasciato sotto GNU, e quindi diventa possibile scrivere software open source che lo implementi. Il suo principale motore di ricerca, Veronica, e poi Veronica 2, è rimasto attivo e continua a indicizzare i siti: nel 2022 censiva ancora 325 server Gopher. Numeri microscopici rispetto al web, ma interessanti, perché agli occhi di noi utenti del 2024 la sintesi e la semplicità di Gopher possono essere davvero affascinanti.
Installare un client
Per navigare in Gopher basta un client qualsiasi. Io consiglio, per un’esperienza davvero retrocomputing, il comando gopher:
sudo apt-get install gopher
Si usa da linea di comando e si comporta esattamente come i browser testuali. Per aprire un sito Gopher gli passiamo il nome del server:
gopher gopher.thelinuxnerd.it
Quello è il mio gopher hole, come si diceva allora, la mia tana di gopher. Non ve lo consiglio per autocompiacimento, ma perché ci ho raccolto dei link interessanti verso altri progetti.
Come si naviga
Non vi spiego l’interfaccia perché è davvero intuitiva. Ogni pagina contiene link che puntano a documenti o a sottocartelle. Con le frecce su e giù ci si muove fra le voci, con la freccia destra si entra, con la freccia sinistra si torna indietro. Più semplice di così non si può.
Una passeggiata nel gopher project
Passando dal mio gopher hole potete raggiungere altri progetti, per esempio gopherproject.org. Ha anche un canale IRC su Libera Chat e raccoglie un po’ tutte le risorse ancora attive nel mondo Gopher, quindi serve per orientarsi:
gopher gopherproject.org
Una sezione che adoro è quella dei link divisi per categoria, una specie di mega directory dove i siti sono organizzati per argomento. Per esempio, andando a caso nella categoria hacking si trova niente meno che l’archivio della rivista Phrack, pietra miliare del movimento hacker. È stata pubblicata fino ai primi anni 2010, e qui si possono consultare tutti i numeri e gli articoli di ogni numero, in un archivio digitale della rivista.
Un’altra sezione che mi piace molto è quella delle home page, dove sono raccolti i blog Gopher: persone che usano ancora Gopher per pubblicare i propri contenuti, su qualunque argomento, molte aggiornate di recente. Il tutto è veloce, immediato, senza cookie, senza popup, senza le mille cose che affollano il web moderno. Non c’è rumore: solo il contenuto organizzato gerarchicamente. Trovate anche CNN international, per le notizie.
Un’altra risorsa utile per chi non vuole installare nulla è un proxy web che mostra Gopher dal browser, gopherproxy.meulie.net.
Per finire
Installate il comando gopher, fate un giro su gopherproject.org e poi, se volete, passate dal mio gopher hole: nel mio ho lasciato una sezione di siti Gopher interessanti che voglio riempire con le vostre segnalazioni. In questo mondo che corre sempre avanti, ogni tanto vale la pena guardare indietro per vedere cosa c’è.
Link e risorse
- il video su YouTube
- esempi e comandi della puntata su GitHub
- RFC 1436 — la specifica originale di Gopher, del 1993
- Gopher su Wikipedia — in italiano
- Floodgap Gopher — il portale Gopher più noto
- Gophernicus — il server Gopher
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